No all’ennesimo ricatto della “ultima spiaggia”

ultima spiaggia

Pubblichiamo un articolo apparso su PENSA LIBERO  che fa bene il  punto sulla condizione della campagna sul referendum costituzionale

di Nicola Cariglia

Dunque: grazie ad una maggioranza acquisita in base ad una legge elettorale incostituzionale che ha dato un enorme premio ad un partito, il PD, “forte” di appena il 25 per cento dei suffragi, il Governo ha imposto una riforma elettorale e una serie di modifiche alla costituzione. Ciò è stato reso possibile per il trasformismo di un numero incredibile di parlamentari smaniosi e illusi di prolungare o addirittura di imprimere una impennata alla loro carriera politica intesa come strumento di gratificazione personale. Altri uomini, in altri tempi, si sarebbero comportati con maggiore correttezza e prudenza vista la mancanza di una maggioranza espressa dagli elettori e di un loro esplicito mandato a riformare la Costituzione. Gli uomini di questi tempi, invece, sentendosi particolarmente furbi, non hanno sentito ragioni e si trovano ora in grave difficoltà.

Pensavano ad una marcia trionfale che grazie al combinato disposto riforma elettorale/modifiche costituzionali avrebbe garantito loro alcuni decenni di gloria. Ben remunerati sarebbero stati anche i circoli imprenditoriali e finanziari che questa avventura hanno alimentato e sostenuto con grande dovizia di mezzi e dispiego di visibilità mediatica.

Ma dalle pentole senza coperchi si ode ora un ribollire di paure, confusi aggiustamenti, strategie indefinite per correre ai ripari. Infatti le pasticciate e strumentali riforme si stanno ritorcendo contro chi le ha ideate. Quelle costituzionali se bocciate al referendum segnerebbero la fine dei sogni di gloria (inutile gingillarsi sfogliando la margherita, dimissioni,non dimissioni). Il similporcellum, cioè l’Italicum, pensato per garantire una facile vittoria, si e’ rivelata la più controproducente delle trovate, cioè l’unico modo che potrebbe fare vincere i Cinque Stelle.

E dopo tutti questi pasticci, le manifestazioni di arroganza, l’Italia che è rimasta al palo, dovremmo lasciare passare al referendum le riforme costituzionali per senso di responsabilità? La solita solfa dell’ultima spiaggia? Guardate, il senso di responsabilità e’ cosa troppo seria per parlarne a vanvera. Non può chiedersi a intermittenza e guardando solo da una parte. Dovremmo turarci il naso e fare passare un obbrobrio di riforma costituzionale per assicurare lunga vita al governo che con la sua arroganza si e’ spinto oltre il dovuto? Dicono che alla maggioranza attuale non c’e’ alternativa perché il fronte del NO e’ eterogeneo e non in grado di dare vita ad una maggioranza alternativa. Verissimo. Dicono anche che le maggioranza che sostiene Renzi, qualora la riforma fosse bocciata, non contribuirebbe mai ad un nuovo governo, a tempo o di scopo, giusto per fare una nuova legge elettorale e portarci al voto. Ma qui casca l’asino, perché e’ come dire che solo alcuni sono tenuti ad avere senso di responsabilità. Questo dovere non riguarderebbe, cioè, proprio chi ha insistito su una riforma che l’elettorato ha dimostrato di non volere.

Ma questo significa che non di senso di responsabilità si tratta (che tutti dovrebbero avere) ma di altra cosa. E si chiama ricatto. L’ennesimo, nel nome della bufala dell’ultima spiaggia che e’ la negazione stessa della democrazia.

Articolo pubblicato su

Pensa Libero

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