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Mattarella e il confronto nel merito sul referendum

di Raffaello Morelli

In una cerimonia ufficiale, il Presidente Mattarella ha espresso, riguardo al referendum,   “l’auspicio che il confronto si svolga sul merito della riforma sottoposta al voto popolare perché l’elettorato si esprima con piena consapevolezza, nella sua sovranità”.

Siamo perfettamente d’accordo, purché , come dovrebbe essere ovvio, il confronto sul merito non resti uno slogan privo di contenuti.  Lo ricordiamo perché, fino ad oggi, 28 luglio 2016, non c’è una parola degli autori e dei sostenitori della proposta di riforma costituzionale che enunci concetti diversi dalle intenzioni mirabolanti  sulle cose che dicono di voler fare. Non entrano mai nel merito della loro proposta di riforma.

Eppure la Costituzione non è un’insalata di  formule magiche per drogare  con le speranze. E’ un insieme coerente di regole per costruire il quadro del relazionarsi  quotidiano tra cittadini sovrani. Le intenzioni,  praticando le formule magiche, eludono il come costruire davvero tali regole e, intanto, peggiorano nel profondo quelle   esistenti, rendendo così più difficile relazionarsi.

Per impedire che la strategia delle intenzioni corrisponda alla maligna strategia di chi vuole peggiorare apposta la sovranità civile al fine di avere mani più libere, diffondiamo al massimo il confronto di merito. E’ la strada più convincente e sicura per favorire in autunno  il voto NO alla proposta.

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