70 Avvocati di Trieste per il NO

trieste-piazza-dell-unitaAVVOCATI E REFERENDUM COSTITUZIONALE

I sottoscritti avvocati del Foro di Trieste, in relazione al prossimo referendum avente oggetto la riforma della Carta costituzionale approvata dal Parlamento, ritengono loro dovere civico di rendere edotti i cittadini delle motivazioni, che di seguito si enumerano, per le quali intendono votare “NO” al referendum in questione.

Un tanto, accantonando con il massimo rigore le personali simpatie politiche, che tra i sottoscrittori sono le più varie, ma rimanendo strettamente ancorati ad una mera valutazione tecnico-giuridica, formulata sulla scorta della rispettiva formazione culturale e sulla comune consapevolezza della funzione pubblica e sociale della professione forense.

  1. La c.d. “Riforma Boschi” è una legge dal contenuto disomogeneo che sottende a tre complesse questioni di rilevanza costituzionale e che comprendono la modifica di ben 40 articoli della Carta che trattano di temi del tutto dissimili. A fronte di tale complessa articolazione l’elettore sarà chiamato ad esprimersi con un semplicistico SI o un NO, con palese violazione sia della sovranità popolare (art. 1, comma II, Cost.) e sia della libertà di voto (art. 48 Cost.).
  2. La c.d. “Riforma Boschi” è frutto di un’iniziativa governativa e non di iniziativa parlamentare come invece avrebbe dovuto essere secondo il nostro sistema costituzionale e secondo gli insegnamenti dei nostri padri costituenti, giacché la Costituzione rappresenta la legge fondamentale dello Stato e non un atto di parte, ovvero solo di quelle parti che appoggiano un governo.Tale “tecnica” legislativa ha di fatto abbassato l’approvazione della riforma della Costituzione al livello dell’iter di una legge ordinaria, dove oggi prevalgono interessi di parte e (purtroppo) strafalcioni letterali e giuridici che rendono i testi normativi di difficile e controversa lettura anche per i tecnici del diritto.
  3. La c.d. “Riforma Boschi” (approvata dalla Camera con 361 voti su 630!) è stata decisa da un Parlamento sul quale pesano fondati dubbi di legittimazione, a seguito della nota sentenza della Corte Costituzionale, n. 1 dd. 13 gennaio 2014 con la quale è stata cassata la legge elettorale previgente (c.d. Porcellum) e cioè con parlamentari “nominati”, insicuri di essere rieletti e perciò esposti ad abituali cambi di casacca (in questo stralcio di legislatura i passaggi da un gruppo parlamentare all’altro sono stati 325 tra Camera e Senato per un totale di 246 parlamentari).
  4. La c.d. “Riforma Boschi” viola il diritto di elettorato attivo come forma di esercizio della sovranità popolare (art. 1, comma 2, Costituzione), giacché la Costituzione garantisce l’elettività diretta delle assemblee legislative, e non prevede affatto l’interposizione di elezioni di secondo grado e/o indirette come disposte dalla riforma tramite i c.d. “grandi elettori regionali”. Per tacere del fatto che la nomina a senatore dei sindaci (sulla quale la riforma nulla dice) collide con il principio di ragionevolezza, posto che non è dato di capire come sia possibile adempiere con “disciplina ed onore” (Cost. art. 54) alle due assorbenti funzioni in contemporanea.
  5. La c.d. “riforma Boschi”, in nome di una pretesa semplificazione dell’iter legislativo, aumenta i procedimenti legislativi di approvazione delle leggi dagli attuali tre (procedimento normale, conversione decreti legge, procedimento di riforma costituzionale) in otto (cfr. artt. 70, 71, 72, 73, e 77 Cost.) con conseguente e fondato rischi di complicare in pejus la tempistica dei provvedimenti.

Oltre a dette stringate ma assorbenti ragioni, si ravvisano nella riforma altre contraddizioni che, per motivi di economia espositiva, vengono qui evidenziate in modo sintetico:

  1. La violazione del principio di eguaglianza e ragionevolezza a fronte della macroscopica differenza tra il numero dei deputati (630) con quello dei senatori-sindaci e/o consiglieri regionali (95).
  2. L’inspiegabile allargamento ai senatori-sindaci e/o consiglieri regionali del privilegio dell’immunità.
  3. Il travaso inorganico di competenze legislative dalle Regioni ordinarie allo Stato per una cinquantina di materie affastellate in 21 lettere dalla a) alla z), con rischio di un perenne conflitto di attribuzioni.
  4. L’inspiegabile ed illogico riparto dei numeri dei senatori in riferimento alle singole regioni (p. es.: 14 senatori alla Lombardia e 2 al Friuli Venezia Giulia nella quale le minoranze linguistiche rischiano di rimanere fuori gioco (art. 6 Cost.).
  5. L’aumento da 50.000 a 150.000 firme per l’iniziativa legislativa popolare.
  6. La contraddittoria compresenza di due forme di referendum abrogativo in base al numero dei proponenti e dei votanti, con la trasparente mira di seppellire definitivamente tale guarentigia costituzionale.

Infine, ultimo ma non ultimo, il potenziale esplosivo che rischia di sviluppare la “Riforma Boschi” se valutata in uno con la nuova legge elettorale (il c.d Italicum).

Il connubio legislativo (Riforma Boschi – Italicum) rischia di far si che nella scontata ipotesi di ballottaggio, il potere si concentri tutto nelle mani della sola forza politica che raccolga meno del 40% dei votanti e cioè, atteso il dilagante fenomeno dell’astensione, che rappresenti solo il 25% del corpo elettorale.

Questioni e rischi questi per i quali si sono già spese le critiche di costituzionalisti di indiscusso spessore, al di fuori e al di sopra di ogni speculazione partitica, e ai quali gli scriventi fanno qui riferimento, contestando il merito della “Riforma Boschi” che, col preteso stimolo e collegamento con le esigenze di modernità e asserita governabilità del Paese, rischia invece di provocare guasti insanabili al nostro ordinamento democratico che costituisce patrimonio di noi tutti e che tutti siamo chiamati a difendere.

  1. Avvocato Elisa ADAMIC
  2. Avvocato Stefano ALUNNI BARBAROSSA
  3. Avvocato Renzo BALDO
  4. Avvocato Matteo BELLI
  5. Avvocato Bogdan BERDON
  6. Avvocato Janez BERDON
  7. Avvocato Franco BERTI
  8. Avvocato Gabriella BERTI
  9. Avvocato Carlo BERTI
  10. Avvocato Andrea BITETTO
  11. Avvocato Jose BITEZNIK
  12. Avvocato Nicoletta BONINA
  13. Avvocato Maurizio BRAIDA
  14. Avvocato Fabio CAMPANELLA
  15. Avvocato Antonio CARAGLIU
  16. Avvocato Alessandro CARBONE
  17. Avvocato Massimo CARRETTI
  18. Avvocato Martina CHIAPOLINO
  19. Avvocato Andrea COMMISSO
  20. Avvocato Sandro CONTENTO
  21. Avvocato Alessandro CUCCAGNA
  22. Avvocato Antonia D’AMICO
  23. Avvocato Raffaella DEL PUNTA
  24. Avvocato Andrea DI ROMA
  25. Avvocato Umberto ERCOLESSI
  26. Avvocato Guido FABBRETTI
  27. Avvocato Mario FAMULARO
  28. Avvocato Angela FILIPPI
  29. Avvocato Andrea FRASSINI
  30. Avvocato Gabriella FREZZA
  31. Avvocato Lara LAKIC
  32. Avvocato Raffaele LEO
  33. Avvocato Domenico LO BUONO
  34. Avvocato Giuliano LOIUDICE
  35. Avvocato Dario LUNDER
  36. Avvocato Alberto KOSTORIS
  37. Avvocato Marco MELONI
  38. Avvocato Peter MOCNIK
  39. Avvocato Micol MINETTO
  40. Avvocato Giuseppe MUSCOLO
  41. Avvocato Fabio NIDER
  42. Avvocato Fabia NOVAJOLLI
  43. Avvocato Francesco OLIVA
  44. Avvocato Sara PECCHIARI
  45. Avvocato Cesare PELLEGRINI
  46. Avvocato Lorenzo PISTACCHIO
  47. Avvocato Alberto POLACCO
  48. Avvocato Andrea POLACCO
  49. Avvocato Carmine PULLANO
  50. Avvocato Mirella PULVENTO
  51. Avvocato Giulio QUARANTOTTO
  52. Avvocato Mitja OZBIC
  53. Avvocato Sandra RACCHI
  54. Avvocato Antonio REGAZZO
  55. Avvocato Mario REINER
  56. Avvocato Gianluca ROSSI
  57. Avvocato Pierpaolo SAFRET
  58. Avvocato Mirta SAMENGO
  59. Avvocato Giuseppe SBISÀ
  60. Avvocato Cesare STRADAIOLI
  61. Avvocato Gianluca TEAT
  62. Avvocato Francesca TODONE
  63. Avvocato Cinzia TORRE
  64. Avvocato Daniela TRIOLO
  65. Avvocato Augusto TRUZZI
  66. Avvocato Giuliana VASCOTTO
  67. Avvocato Giovanni VENTURA
  68. Avvocato Fulvio VIDA
  69. Avvocato Sergio VIDA
  70. Avvocato Gianni ZGAGLIARDICH
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